02.2021 Torino, Teatro Baretti (streaming)

LE COSE ABITATE

Olivia Manescalchi, Federico Tolardo | interpreti
Monica Luccisano | testo e regia
Nathalie Deana | disegno scena
Stefano Somalvico | sound e colonna sonora
Alberto Giolitti | disegno luci e direzione tecnica
Eleonora Sabatini | assistente alla direzione tecnica
Produzione Associazione Baretti

Un fratello e una sorella si ritrovano nella vecchia casa di famiglia, dopo il funerale del padre. In quel luogo ora non c’è più nessuno: la madre era morta già alcuni anni prima. Le stanze risuonano vuote. Delle proprie radici sembra non restare più nulla. Eccetto le cose che sono state un tempo abitate.

E da quegli oggetti, da quelle “cose”, scaturiscono ricordi, parole, atmosfere, ma anche confronti tra i due fratelli, incomprensioni, reticenze, un sentimento confuso tra un amore viscerale e un rancore dalle radici lontane, un legame conflittuale che scava nel passato. E nel presente. E tra sorrisi malinconici e vivo dolore, Giulia e Carlo sono come attratti in un mondo parallelo dove si attraggono e si respingono: il loro è un dialogo intermittente, che smaschera e denuda.
Intanto le cose continuano a rimandare ricordi, come in un assalto delle emozioni: la tazza sbeccata, il ventilatore di papà, il vecchio televisore, il ventaglio di mamma…
Sono le cose che restano, le cose abitate a dirci quello che siamo.

– Insomma, Carlo, che cosa stiamo facendo qui adesso? Perché non riusciamo ad andare avanti? Perché continuiamo a girare intorno alle cose? È un incubo. Ma ti rendi conto? Il tempo va in una sola direzione. Non si recupera… Non si cancella… Non si può tornare…
 – Lo so, lo so, lo so, Giulia. Anche io non voglio restare più qui… bloccato qui dentro. Io ci provo. Ci sto provando. Ma non riesco… non riesco a superare…

 – Il senso di colpa. E chi dice che debba essere superato, il senso di colpa?