La Grande Guerra dei soldati e delle maestre
Maria Teresa Martinengo, «La Stampa», 03/12/2014

Lo spettacolo è stato costruito dall’autrice e regista Monica Luccisano come un racconto sulla Memoria in cui si intrecciano musica e parole: La Valse di Ravel, prima di tutto, filo conduttore che dalla spensieratezza della Belle Époque diventa danza macabra. Ma anche Le Déserteur di Vian, La guerra di Piero di De André, Le chants de la mi-mort di Savinio, Gurney, Schoenberg, Debussy. Poi, le storie, i sentimenti di chi ha vissuto il conflitto ed ha affidato al diario, a lettere e a taccuini le sue esperienze.
I personaggi – tutti interpretati da un camaleontico Sax Nicosia, sul palco con il mezzosoprano Manuela Custer e Diego Mingolla al pianoforte – raccontano la Grande Storia attraverso singole, ignote, vite umane. La raccontano a Ravel come possono, come sanno: il soldato, la maestra francese, l’artigliere russo, l’infermiera dell’esercito inglese, il fante napoletano, l’alpino piemontese, il disertore. E poi c’è il compositore, arruolato come autista di camionette e ambulanze, che scopre in quel ruolo “defilato” l’orrore del conflitto.
Lo spettacolo dell’anniversario sposta l’attenzione dalle date e dai luoghi, diventa umanità in carne ed ossa «e questo porta ad universalizzare – dice la regista – le emozioni del tempo di guerra: la solitudine e la paura del soldato sono la solitudine e la paura di ognuno in ogni tempo».

 

Valzer a tempo di guerra
Blog «La Scuola all’Opera», 12/2014 e 01/2015

Auguro molta fortuna allo spettacolo che credo individui la modalità ideale per emozionare e interessare davvero i giovani su eventi che spesso l’insegnamento tradizionale non riesce a comunicare nei suoi aspetti universali e senza tempo. Oggi prevale la fretta e l’approssimazione ed è difficile richiedere l’approfondimento e la riflessione… dopo lo spettacolo forse sì! (Mariarosa Bassignano, docente)

Vogliamo congratularci per la straordinaria capacità interpretativa degli artisti: Il loro carisma ha fatto sì che lo spettacolo fosse molto toccante, coinvolgente ed emozionante.
La musica e la voce viaggiavano all’unisono, sottolineando la drammaticità delle scene e allo stesso tempo il valore significativo del silenzio in quella scena meravigliosa con le torce. (Scuola Bobbio di Carignano (TO), classe 4D).

Ho assistito allo spettacolo “Valzer a tempo di guerra” accompagnando due classi Quinte dell’Istituto tecnico grafico e fotografico Bodoni-Paravia, nel quale lavoro come insegnante di lettere. E’ stata un’esperienza emozionante e arricchente. Gli studenti hanno seguito lo spettacolo con attenzione e coinvolgimento.
Lo spettacolo mi è piaciuto molto ed è ben congegnato e coeso: testi, immagini e musiche risultano convincenti ed efficaci e la Grande Guerra, spesso avvertita come lontana e priva di attualità, ha generato interesse e viva curiosità. Bravi tutti e complimenti all’arguta regia di Monica Luccisano (Mimmo Genga, docente)